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Tutto quello che c’è da sapere sull’allevamento Cambarellus patzcuarensis orange: dalla gestione della vasca alla riproduzione, passando per alimentazione, valori dell’acqua e sessaggio. Una guida pratica nata dall’esperienza diretta.


 

Mi chiamo Mirko e ad oggi ho “solo” 11 vasche, di cui 3 dedicate all’allevamento dei Cambarellus patzcuarensis orange.

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primo piano Cambarellus patzcuarensis Ph di pratemi76

Venivo da vasche già avviate con Neocaridina davidii. Con i Cambarellus ho iniziato nel 2021 inserendo una coppia, affascinato e ipnotizzato dal modo in cui impegnavano il fondo, zampettando e cercando continuamente cibo.

Ovviamente all’inizio è stato un fallimento. La femmina, di circa 1 cm più grande, decise che il maschio non era all’altezza. Ma non ho mollato: ho deciso di informarmi sul sex ratio e su come gestire al meglio la loro natura.

Sex ratio: quanti maschi e quante femmine?

Dalla mia esperienza posso dire che un sex ratio idoneo per l’allevamento Cambarellus patzcuarensis è di una femmina ogni due maschi perché non sempre la femmina accetta di buon grado il maschietto, per cui avere più maschi aumenta le possibilità di successo.

Ho allora inserito un’altra femmina (quindi 2 con la sopravvissuta dall’esperienza precedente) e 4 maschi.

gruppo di Cambarellus patzcuarensis Ph. Pratemi76
gruppo di Cambarellus patzcuarensis Ph. Pratemi76

Come distinguere maschi e femmine

Come fare per distinguere maschi e femmine? Molto semplice. Basta prendere i Cambarellus e controllare la parte inferiore del corpo. I maschi presentano due pleopodi (zampettine) nella parte centrale.

Cambarellus patzcuarensis maschio Ph. Pratemi76
Cambarellus patzcuarensis maschio Ph. Pratemi76
Cambarellus patzcuarensis femmina Ph. Pratemi76
Cambarellus patzcuarensis femmina Ph. Pratemi76

La vasca ideale

Sono animali molto aggressivi e territoriali. Però, costruendo un ambiente adatto, potrete avere grandi soddisfazioni ed evitare spiacevoli sorprese come morti in vasca.

La regola d’oro: vasca ben piantumata, sezionata con rocce, legni, muschi, e tutto ciò che crea separazioni visive. L’obiettivo è limitare gli incontri tra gli esemplari e garantire a ciascuno il proprio spazio territoriale. Le barriere visive sono una parte FONDAMENTALE della vasca.

Valori dell’acqua e temperatura

I valori accettati dai Cambarellus sono molto ampi. In natura sono stati trovati in ambienti con pH superiore a 8. Io ho scelto di mantenere i valori che già usavo per le Neocaridina: KH 4, GH 8, pH 7, conducibilità intorno ai 400 µS.

Temperatura

La temperatura ideale per la riproduzione è tra i 18 e i 20 °C. In estate cercate di non superare mai i 28-29 °C: vanno in sofferenza. Per questo consiglio l’utilizzo di ventole di raffreddamento e rabbocchi frequenti con acqua osmotica pura.

Acqua di rubinetto o osmotica?

Va benissimo anche l’acqua di rubinetto, ma io la sconsiglio perché spesso vengono effettuati lavori di manutenzione sugli impianti idrici, con utilizzo di disinfettanti e rischio di residui metallici nelle nostre case.

Come tutti gli invertebrati, anche i Cambarellus sono molto sensibili ai metalli pesanti. Per questo motivo consiglio sempre acqua osmotica ricostruita con sali appositi, meglio ancora se sali destinati all’allevamento di Caridina e Neocaridina.

Alimentazione

Una volta inseriti gli esemplari, ho adottato un’alimentazione molto equilibrata e differenziata. Posso dire con certezza che devono mangiare ogni giorno il giusto quantitativo di cibo. Tra le proposte: chironomus, lumachine schiacciate e artemia congelata.

L’alimentazione giornaliera evita la loro perenne caccia al cibo e rende la gestione degli esemplari molto più semplice.

Utilizzo inoltre mangimi specifici per invertebrati, alternando cibi diversi ogni giorno. MAI far mancare minerali e vitamine: sono essenziali per una vita lunga e in salute.

Essendo invertebrati, durante la crescita cambieranno “abito” rilasciando le esuvie. Per questo necessitano di un buon apporto minerale, indispensabile alla formazione del nuovo esoscheletro.

Cambarellus patzcuarensis in muta Ph. Pratemi76
Cambarellus patzcuarensis in muta Ph. Pratemi76

 

Accoppiamento

Come avviene? Molto semplice. Il maschio blocca le chele della femmina, la mette in sottomissione e sale su di lei. In poche parole: una classica missionaria.

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Il rapporto può durare dai 10 ai 30 minuti, a seconda dell’età degli esemplari.

Cambarellus patzcuarensis accoppiamento Ph. Pratemi76
Cambarellus patzcuarensis accoppiamento Ph. Pratemi76

Accoppiamento o aggressione?

Attenzione: se vedete due esemplari in una posizione che sembra un accoppiamento, controllate due aspetti importanti.

Primo: le code non devono essere rivolte verso l’interno.

Secondo: il maschio deve avere un movimento di “bacino”. Se mancano entrambe le condizioni, non è un accoppiamento ma un’aggressione vera e propria.

Riproduzione e gestazione

Quando la femmina cambia muta rilascia feromoni in acqua che fanno letteralmente “impazzire” i maschi. In quel momento la femmina è molto vulnerabile perché non ha ancora sviluppato il nuovo esoscheletro, è quindi fondamentale che in vasca ci siano nascondigli, naturali o artificiali, dove possa rifugiarsi in sicurezza e attendere il maschio prescelto.

Una volta avvenuto l’accoppiamento, la femmina resterà visibile per circa un giorno, poi si nasconderà per portare avanti la prole.

Le uova

Dopo circa una settimana la femmina svilupperà le uova sotto il ventre. Il numero può variare in base a diversi fattori: età degli esemplari, apporto proteico e durata dell’accoppiamento. Se durante il momento riproduttivo vengono separati da altri abitanti o da voi stessi, la resa sarà molto più bassa.

Femmina di Cambarellus patzcuarensis con uova Ph. Pratemi76
Femmina di Cambarellus patzcuarensis con uova Ph. Pratemi76

A questo punto bisogna attendere tra i 25 e i 30 giorni. La mamma porterà a compimento la gestazione ossigenando le uova con un movimento ritmico.

La nursery e i piccoli

Avendo la possibilità, è consigliabile togliere la femmina dal gruppo e spostarla in vasche nursery. Questo per avere la certezza di arrivare alla nascita senza problemi, senza stress da parte di altri abitanti e con la possibilità di far crescere tutta la progenie.

Il motivo è semplice: una volta nati, i piccoli sono prede sia delle stesse mamme (ecco perché l’alimentazione è così importante), sia degli altri esemplari in vasca.

I piccoli, una volta formati, restano attaccati alla mamma per circa una settimana. In questa fase vedrete la mamma ossigenare vorticosamente i neonati e con le zampe, cercare di rilasciarli delicatamente in vasca.

La dimensione iniziale? Circa 1 mm. Praticamente invisibili a occhio nudo.

Cambarellus patzcuarensis baby Ph. Pratemi76
Cambarellus patzcuarensis baby Ph. Pratemi76
piccolo e mamma Ph. Pratemi76
piccolo e mamma Ph. Pratemi76

 

Alimentazione dei piccoli

Una volta nati, utilizzo alimenti in polvere specifici per baby invertebrati. I piccoli si nutrono anche delle diatomee presenti in vasca. Il fondo lo lascio di proposito abbastanza sporco: per loro è tutta pappa.

Li vedrete crescere a vista d’occhio. In un solo mese triplicano la loro dimensione!

 

Beh, che altro dire se non… buon divertimento e buona fortuna! Per qualsiasi domanda o per condividere la vostra esperienza con i Cambarellus, vi aspettiamo sul forum di Acquariofilia Facile!

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