Le Hydra sono piccoli polipetti di acqua dolce che incantano gli acquariofili con i loro movimenti lenti e sinuosi. Ma da dove arrivano? E perché si vedono così di rado nelle nostre vasche? Ce lo racconta Humboldt in questo articolo.


L’Idra è un essere «fantastico». Il nome Idra deriva dal leggendario mostro Idra di Lerna della mitologia greca e romana. Viene descritto come un grande serpente marino anfibio dotato di nove teste che ricrescevano se venivano tagliate…
Quest’ultima è una delle caratteristiche più stupefacenti della nostra Hydra: possiede un’elevata capacita di rigenerare parti mancanti del proprio corpo, tanto da diventare un modello biologico nello studio della rigenerazione dei tessuti cellulari.

Idra di Lerna, Il leggendario mostro Idra di Lerna della mitologia greca e romana
Il leggendario mostro Idra di Lerna della mitologia greca e romana (fonte: Wikipedia)

Descrizione

L’Hydra appartiene al grande gruppo dei Cnidari (phylum Cnidaria) in cui rientrano organismi quali le meduse, i coralli (duri e molli), gli anemoni di mare e altri animali un tempo noti come celenterati.

Cnidari: meduse, coralli e anemoni di mare
Cnidari: meduse, coralli e anemoni di mare (fonte: Wikipedia)

La gran parte dei Cnidari sono animali che vivono in mare, dove svolgono un ruolo ecologico importantissimo: basti pensare alle barriere coralline o alla enorme varietà e quantità di meduse.
Pochissime specie vivono, invece, nelle acque dolci, tra cui il nostro piccolo polipetto Hydra, appartenente alla Classe degli Idrozoi.

Le Hydra sono organismi sessili (che vivono adesi a un qualche substrato). Restano  attaccate su rocce e sassi del fondo o sulla vegetazione in stagni, piccole raccolte d’acqua, anche temporanee, ruscelli, laghi nonché nei nostri acquari (dove riescono ad aderire anche sui vetri).

Piccola «foresta» di Hydra su di un sasso
Piccola «foresta» di Hydra su di un sasso (foto di Humboldt)
Hydra viridissima sul vetro di un acquario
Hydra viridissima sul vetro di un acquario (foto di Humboldt)

Mantengono comunque la capacità di piccoli spostamenti, effettuando delle poco coordinate capriole che gli consentono di spostarsi per brevi tratti.

Movimento con capriola
Movimento con capriola (disegno di Humboldt, modificato dal libro di M. La Greca «Zoologia degli invertebrati»)

Possono anche staccarsi dal substrato e lasciarsi trasportare dalla corrente, per poi aderire su un nuovo substrato.

Alimentazione

Sono anatomicamente molto semplici: due soli strati di cellule che racchiudono una cavità in cui avviene la digestione del cibo. Questo viene catturato con i lunghi tentacoli e introdotto all’interno del corpo attraverso una specie di bocca, chiamata Ipostoma, presente alla base della corona di tentacoli.

Corona di tentacoli con al centro l'Ipostoma
Corona di tentacoli con al centro l’Ipostoma (foto di Humboldt)

L’Hydra è strettamente carnivora, fondamentalmente un predatore di piccoli organismi: Oligocheti, microcrostacei come Copepodi, Cladoceri, ma anche naupli di Artemia e, più raramente, i primissimi stadi di sviluppo delle Caridina e piccole larve di insetti acquatici.

Il video seguente mostra una Hydra che cerca di catturare un’invisibile preda.

Come per ogni medusa che si rispetti, i suoi tentacoli sono forniti di piccole cellule urticanti chiamate cnidoblasti (da cui il nome del phylum Cnidaria). Questi sono muniti di cnidocisti, organelli da cui vengono letteralmente «sparati fuori» dei piccoli dardi con deboli sostanze urticanti che tendono a bloccare il malcapitato.

Cnidoblasti su di un tentacolo di Hydra
Cnidoblasti su di un tentacolo di Hydra (foto di Humboldt)
Cnidocisti con il lungo filamento «esploso» all'esterno, con cui le Hydra catturano le loro prede
Cnidocisti con il lungo filamento «esploso» all’esterno, con cui le Hydra catturano le loro prede (foto di Humboldt)

Per inciso, se sfiorate una Hydra con le dita non sentirete alcunché, in quanto l’intero armamentario si è evoluto per catturare ed immobilizzare animali piccolissimi.

Riproduzione

Le Hydra si riproducono sia asessualmente che sessualmente (sono animali ermafroditi).

La riproduzione asessuata si ha per semplice gemmazione di un nuovo individuo che si sviluppa lateralmente sul tronco dell’individuo «madre» (assomiglia ad una ramificazione laterale) fin quando non si stacca per trovarsi un nuovo substrato su cui aderire. Questo sistema riproduttivo è comune durante la stagione calda e serve a diffondere numericamente le specie.

Riproduzione asessuata dell'Hydra
Riproduzione asessuata dell’Hydra: gemmazione di un nuovo esemplare sul tronco dell’individuo «madre» (foto di Humboldt)

La riproduzione sessuata si attua, in genere, prima della stagione fredda o in carenza di ossigeno disciolto. Avviene attraverso la produzione di cellule germinali che si sviluppano in ovari e testicoli, appena visibili sul tronco dell’animale come piccole escrescenze. Da questi si sviluppa una cellula uovo fecondata, avvolta da una specie di guscio resistente che gli consentirà di superare indenne anche lunghi periodi poco favorevoli.

Hydra viridissima con ovari e testicoli per la riproduzione sessuata
Hydra viridissima con ovari e testicoli per la riproduzione sessuata (foto di Humboldt)

Hydra in acquario

Esistono diverse specie di Hydra; la più comune e facilmente osservabile nei nostri acquari è l’Hydra viridissima, in cui il colore verde caratteristico è dovuto alla presenza all’interno dell’animale di alghe endosimbionti del genere Chlorella.

Alghe endosimbionti del genere Chlorella
Alghe endosimbionti del genere Chlorella (foto di Humboldt)

Altre specie, raramente rinvenibili in acquario, sono Hydra oligactis e Hydra vulgaris, entrambe di colore marrone.

Negli acquari l’Hydra è un ospite abbastanza comune durante la fase di maturazione, anche se spesso passa inosservato.
Successivamente tende a scomparire o a diventare molto rara. Molti credono che sia dovuto all’introduzione in acquario dei pesci, ma in realtà solo pochissimi la predano; in particolare Macropodus e Trichogaster.
La sua sparizione dall’acquario è invece da associare alla diminuzione o scomparsa delle sue prede (piccoli crostacei), questi ultimi molto predati dai pesci.

Innocua o pericolosa?

Spesso si sente dire che può predare i nostri beneamati gamberetti o i piccolissimi avannotti appena sgusciati. Ma sarà vero?
Ebbene sì, come per tutti i predatori che si rispettano, tutti gli animali che per dimensioni possono essere catturati, mangiati e, nel caso delle Hydra, ingoiati per intero rappresentano delle potenziali prede. A patto di riuscirle a prenderle.

Le piccole larve delle Caridina o gli avannotti nei primissimi giorni dalla schiusa possono incappare in qualche tentacolo. A meno di non avere l’acquario invaso da questi piccoli folletti verdi, il tasso di predazione sarà comunque assolutamente trascurabile.
L’effetto predatorio di qualsiasi specie di pesce eventualmente presente in acquario sarà enormemente superiore, anche in relazione a pesci normalmente ritenuti pacifici e non predatori.

Inoltre, la specie più diffusa nei nostri acquari (l’Hydra viridissima) presenta dimensioni tali (2-3 mm) da rappresentare un rischio molto ipotetico solo per i primissimi stadi di sviluppo di gamberetti e pesci. Alcuni studi scientifici hanno evidenziato, infatti, come Hydra viridissima consumi soprattutto crostacei Copepodi (in particolare i nauplii) e piccoli Cladoceri (Daphnia e simili), e tenda ad evitare forme più grandi come crostacei Calanoidi e Ostracodi.

Hydra oligactis
Hydra oligactis (fonte: Wikipedia)

Altre specie, come Hydra vulgaris o Hydra oligactis (le cosiddette «Hydra marroni»), potendo raggiungere dimensioni decisamente maggiori possono rappresentare un pericolo più concreto per gamberetti e avannotti, ma difficilmente queste Hydra compaiono in acquario, se non sporadicamente.

Vi aspettiamo sul nostro forum Acquariofilia Facile per altri approfondimenti o se volete mostrarci le Hydra nei vostri acquari.