Un infuso di torba! Semplice e geniale, ecco un’idea in puro stile AF per avere tutta l’acqua acidificata che vi serve. Ringraziamo Ragnar che ha messo a nostra disposizione le sue esperienze.


Avendo da sempre problemi a reperire un’acqua che abbia i valori che mi servono, mi è venuta l’idea di un infuso di torba che acidificasse l’acqua del rubinetto.

Occorrente

Per la realizzazione dell’infusore ho usato il seguente materiale:

  • un contenitore con chiusura ermetica (io ho usato un barattolo in vetro da 3 litri);
  • due connettori per tubi (costo totale 1,50 €);
  • qualche guarnizione in silicone (una confezione costa 70 centesimi);
  • nastro di teflon (o nasto isolante);
  • un trapano con punte per metallo;
  • un tubo di gomma (io ne ho comprati 3 metri da 12 mm, costo 2 €);
  • uno spezzone di tubo di diametro maggiore (io ho usato quello da 19 mm).

Realizzazione

Per prima cosa, apriremo con il trapano due fori sul tappo del barattolo, dove inseriremo i connettori.

Tappo forato, con un connettore già applicato
Tappo forato, con un connettore già applicato (clicca per ingrandire)

Applicheremo una guarnizione per ogni connettore, in modo che rimanga nella parte esterna del tappo; e avviteremo il tutto ai buchi fatti in precedenza.

Guarnizione
Guarnizione (clicca per ingrandire)
Connettore
Connettore (clicca per ingrandire)
Connettore con la guarnizione (clicca per ingrandire)

Mi raccomando di stringere bene con una pinza o un pappagallo.

A questo punto prenderemo il nostro barattolo e passeremo due giri di nastro di teflon (o nastro isolante, come nel mio caso) sulla ghiera. Anche questa accortezza servirà per evitare il rischio di perdite.

Barattolo nastrato
Barattolo nastrato (clicca per ingrandire)

Sarà così giunto il momento di applicare i tubi.

Tubi applicati al tappo
Tubi applicati al tappo (clicca per ingrandire)

Come potete notare dalla fotografia, ho sigillato il tubo più grande (quello verde) con il nastro isolante (sarebbe meglio utilizzare una fascetta di plastica). Quello sarà il tubo di ingresso dell’acqua.

Ecco terminato il nostro infusore.

Impianto terminato
Impianto terminato (clicca per ingrandire)

Ho incastrato nel connettore in uscita un piccolo batuffolo di lana perlon, in modo che trattenga eventuali particelle.

L’infusore è ora pronto per essere riempito di torba.
La trovate in ogni garden, a prezzi diversi. L’importante è che non contenga fertilizzanti o integratori vari.

Filtro di torba funzionante
Filtro di torba funzionante (clicca per ingrandire)

Più l’acqua resta a contatto con la torba, più l’infusione sarà efficace. Potete rallentare ulteriormente il flusso strozzando l’uscita con qualsiasi oggetto; io, ad esempio, ci ho infilato il tappino di una penna Bic.

Una delle variabili che può influenzare i valori dell’acqua in uscita è, ovviamente, la qualità dell’acqua di partenza.

Nel mio caso, l’acqua di rete ha un pH >8 e una conducibilità di 512 μs.
Ecco come esce dall’infusore:

pH in uscita
pH in uscita (clicca per ingrandire)

pH 5 e…

Conducibilità in uscita
Conducibilità in uscita (clicca per ingrandire)

… conducibilità 144 μs.

Attenzione!

  • L’infusore non sostituisce l’impianto a osmosi inversa, sono due cose completamente diverse. La torba abbassa le durezze, ma non così drasticamente.
  • Questo metodo non va bene per tutti! Se avete un’acqua di rete con una conducibilità elevatissima… vi sconsiglio di usarla in acquario.

L’efficacia dell’infusore è condizionata prevalentemente da tre fattori:

  1. la qualità dell’acqua di rete;
  2. la tipologia di torba utilizzata (ne esistono di diverse tipologie, anche per uso specificamente acquariofilo);
  3. il tempo per il quale l’acqua resta a contatto con la torba e la grandezza del contenitore.

Se vogliamo ottenere 20 litri di acqua torbata, con il metodo goccia a goccia, avendo a disposizione un contenitore da 3 litri avremo certamente risultati maggiori rispetto a quelli di un contenitore da 1 litro.

Quando la torba avrà esaurito il suo effetto acidificante, la sostituiremo.