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Quanti di noi acquariofili si sono ritrovati, almeno una volta nella vita, a dover chiedere aiuto per un pesce gonfio nel nostro acquario? Probabilmente quasi tutti i lettori hanno vissuto questa esperienza e quasi tutti si sono ritrovati davanti ad una inesorabile sentenza: Idropisia.


Capita spesso però che pesci reputati «morti che camminano» sopravvivano anche diversi mesi o che addirittura guariscano spontaneamente!

Ma allora forse questa idropisia (erroneamente spesso nominata con il termine greco idropsia) non è così letale come si dice!

Forse in realtà, il più delle volte, questa «diagnosi» è frutto di una cattiva conoscenza del fenomeno in questione e delle altre possibili cause che frequentemente provocano rigonfiamento addominale nei pesci.

Quindi rimane la domanda: cosa ha il mio pesce? Scopriamo insieme le più frequenti cause di gonfiore addominale nei pesci!

Premessa anatomica

Prima di cominciare risulta utile trattare brevemente dal punto di vista anatomico la conformazione dell’addome nelle specie ittiche.

Come gran parte dei rappresentanti del regno animale, anche i pesci, posseggono uno “spazio virtuale” (ovvero uno spazio compresso su se stesso) chiamato cavità “celomatica”; questa si sviluppa nell’embrione a partire da un’escavazione nel mesoderma (uno dei tre foglietti embrionali che danno origine a tutti i tessuti).

La cavità celomatica andrà a stabilizzarsi come uno spazio isolato, tappezzato dal “peritoneo” (originato dal mesoderma), contenente del liquido che ha la funzione di ammortizzare e stabilizzare gli organi addominali.

Foglietti Embrionali in un pesce gonfio
Foglietti Embrionali- Foto Common Licenses (clicca per ingrandire)

Questa premessa servirà per comprendere meglio cosa succede durante i processi patologici nei quali abbiamo un accumulo di liquidi.

Possiamo infatti distinguere le variazioni del volume dell’addome dei pesci in:

  • Rigonfiamenti da accumulo di liquidi
  • Rigonfiamenti non da accumulo di liquidi

Indice dei contenuti

Patologie da accumulo

Idropisia

A differenza della sua frequente descrizione fra gli acquariofili, non è una malattia ma un segno!

Possiamo descrivere l’idropisia come un accumulo di liquidi in cavità celomatica ed è in effetti la presentazione clinica di un ampio spettro di processi patologici, sia sistemici che localizzati, a livello degli organi addominali.

Le cause di idropisia, come abbiamo detto, sono molteplici ma più spesso si associa ad infezioni da batteri (Aeromonas, Pseudomonas etc.), virus e parassiti.

Il pesce che va incontro ad idropisia presenterà un progressivo, ma abbastanza rapido, rigonfiamento del ventre associato ad un vario grado di apertura delle squame su tutto il corpo.
Infatti, a differenza di quello che vedremo nell’occlusione intestinale, le squame cominciano ad aprirsi tutte nello stesso momento e dall’opercolo branchiale fino alla pinna caudale.

Pesce gonfio, Betta con idropisia
Foto di Speedy19
Pesce gonfio con idropisia
Foto di Momoka

In questo articolo potete trovare una storia di guarigione da questa patologia: Idropisia: storia di una guarigione.

Bloat

Il Bloat, dall’inglese “gonfiare”, è una presentazione clinica simile sotto molti aspetti all’idropisia, ma di pertinenza esclusiva dei Ciclidi ed in particolare dei Ciclidi del Lago Malawi.

La causa eziologica, in questo caso, è più spesso da ricercare in parassitosi, squilibri nella dieta, batteri (Clostridium Difficile, Francisella Noatunensis etc.).
Il Bloat altro non è che il risultato di emorragie interne, accumulo di liquidi o granulomi (aggregati di microbi e cellule immunitarie) nel contesto degli organi addominali.

Il pesce presenterà quindi rigonfiamenti di diversa estensione e gravità a livello addominale ma più raramente presenterà squame aperte; questa manifestazione è così specie-specifica da rendere più agevole la diagnosi.

Tropheus con bloat Per ulteriori dettagli su questa patologia vi consigliamo di leggere l’articolo Bloat e Ciclidi africani.

Patologie non da accumulo

Obesità

Ebbene sì, anche i pesci possono soffrire di obesità, tuttavia questo rigonfiamento è molto lento, generalizzato e “innocuo” nel breve periodo.

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Infatti, com’è vero che l’obesità non rappresenta un pericolo immediato, è anche vero che la ritroviamo implicata in una serie di patologie che possono accorciare la vita dei nostri pesci e ridurne la qualità, fra tutte la steatosi.

Pesce gonfio, Betta obesa scambiata per idropisia
Foto di Pisu

Occlusione intestinale

In assoluto la più frequente causa di gonfiore addominale, causata quasi sempre dalle nostre mani sbadate e troppo prodighe.

Infatti un’eccessiva alimentazione a base di mangime secco non reidratato causa spessissimo gonfiore a livello intestinale poiché questo si espande una volta ingoiato.

Inoltre il cibo non idratato tende a galleggiare, obbligando i pesci ad ingoiare aria cibandosi.

Quest’aria, nell’intestino, può accumularsi causando delle vere e proprie bolle, che possono bloccare il transito intestinale o addirittura interferire con la naturale funzione di riempimento e svuotamento della vescica natatoria (che poggia sull’intestino) causando i tanto familiari “problemi di galleggiamento”.

Pesce gonfio, Betta con occlusione
Foto di EnricoGaritta

Alcuni accorgimenti come:

  • Lasciare “ammollare” il cibo secco in acqua per qualche minuto (5-10)
  • Alternare il cibo secco a cibo vivo/surgelato

possono evitare questo tipo di problema.

In genere l’occlusione si manifesta con un gonfiore generalizzato o localizzato, con squame ben adese al corpo del pesce o più raramente leggermente sollevate solo ed esclusivamente a livello del gonfiore (questo pone una diagnosi differenziale con l’idropisia).

Quasi sempre si risolve con un paio di giorni di digiuno o in casi più gravi ricorrendo all’utilizzo di un blando lassativo osmotico.

Tumori

Non frequenti come l’occlusione e l’idropisia, purtroppo i tumori rientrano al terzo posto fra le cause più frequenti di gonfiore addominale e sono sempre fatali.

L’origine istologica (da quali organi si sono sviluppati) e la diagnosi di certezza sono rilevabili solo ad un esame microscopico, tuttavia possono essere ipotizzati con buona precisione in tutti quei casi in cui i pesci si presentano con gonfiore addominale localizzato o diffuso (più raramente) a lenta progressione e in mancanza di altri segni/sintomi (rara la presenza di squame sollevate nella zona gonfia).

Il pesce preserverà una buona funzionalità vitale finché la massa tumorale non andrà ad infiltrare organi vitali o crescerà tanto da causare compressione su di essi.

Betta con presunto tumore
Betta con tumore presunto
Pesce gonfio, Betta con tumore scambiato per idropsia
Foto di Fiamma

Altre cause eziologiche

Fra le cause di gonfiore non menzionate finora rientrano una serie di patologie organo-specifiche.

Queste in genere sono evidenziabili grazie a gonfiori (veri e propri “bozzi”) localizzati in alcuni quadranti dell’addome, tanto da poterci far immaginare quale possa essere l’organo coinvolto, in alcuni pesci la cui anatomia lo consente.

Pesce gonfio con bozzi, scambiato per idropisia
Foto di FAX22

La principale eziologia è da imputare a processi parassitari (infestazioni) localizzati a carico di alcuni specifici organi.

Queste protrusioni possono anche modificarsi nel tempo, diventando generalizzate e sfociando in idropisia vera e propria.

Avendo esplorato le più comuni cause di gonfiore, non mi resta che ricordarvi che la sola osservazione del pesce non rappresenta una diagnosi di certezza ma può dare una buona indicazione su quale sia il problema e, con un po’ d’esperienza, anche su quale sia la soluzione migliore da adottare!

Per ogni dubbio in merito o problema riguardante i vostri amici pinnuti, vi invito ad iscrivervi al nostro forum Acquariofilia Facile e a parlarcene nella sezione Acquariologia Generale.

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