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Quanti di voi allevano Platy e sono affascinati dalle loro centinaia di varietà e combinazioni di colore? In questo articolo cercheremo di capire a cosa sono dovute e come cambiano.


Pesci molto diffusi nei nostri acquari per facilità di allevamento e riproduzione sono senza dubbio i Poecilidi.

Ed è proprio con 3 coloratissimi Platy che ho iniziato la mia avventura acquariofila.

In negozio è stato difficile scegliere tra le centinaia di varietà e combinazione di colore disponibili; l’indecisione iniziale è stata soprattutto tra lo scegliere una sola selezione, oppure lanciarmi con morfologie e colorazioni differenti…

Ciò che mi frenava maggiormente dal fare questa scelta era il timore di perdere, dopo qualche generazione, le colorazioni vivaci e ritrovarmi quindi nel tempo, con un acquario pieno di Platy grigiastri, tornati a uno stadio “ancestrale”.

Proprio per togliermi questo dubbio e sanare la mia curiosità, ho iniziato a documentarmi su quanto è noto circa la trasmissione dei più comuni caratteri ereditari dei Platy, e ora vorrei condividere con voi le informazioni ottenute!

Nozioni di genetica

Diamo il via con un viaggio entusiasmante nel mondo della genetica!

Prima di tutto, gettiamo le basi con una panoramica semplificata che ti farà sentire subito a tuo agio con il gergo, le leggi di ereditarietà e la magia dell’espressione dei tratti.

Genoma: L’insieme di tutto il codice genetico di un individuo.

Gene: Porzione di DNA che contiene le informazioni necessarie per assemblare generalmente una singola proteina.

Ogni gene ha la sua ben precisa posizione all’interno del genoma e può avere diverse varianti (chiamati alleli), che porteranno il soggetto a manifestare caratteristiche diverse (es: il gene che regola il colore degli occhi esiste in diversi alleli, uno per ogni colore degli occhi esistente).

Cromosoma: Durante il processo di divisione cellulare, il DNA viene impacchettato in strutture che verranno poi trasferite alle cellule figlie.

Ogni specie ha un suo numero di cromosomi e ogni gene ha il suo posto su un determinato cromosoma che è lo stesso per tutti gli individui della stessa specie.

I cromosomi che determinano il sesso si chiamano cromosomi sessuali, gli altri si definiscono autosomi.

Molti organismi Eucarioti (come gli umani o i Platy) possiedono ogni cromosoma in doppia copia, uno ereditato dalla madre e uno dal padre.

Pertanto per ogni singolo gene, un individuo avrà due alleli, uno trasmesso dalla madre e uno dal padre, che possono essere uguali (omozigoti) o di tipo diverso (eterozigoti).

Inoltre si possono immaginare i geni come protagonisti in una grande sfida, dove alcuni sono dominanti, prendono il palcoscenico senza esitazione, mentre altri sono recessivi, attendendo pazientemente il loro momento di brillare. Ma attenzione, ci sono anche quelli co-dominanti, che condividono la scena in perfetta armonia, come le note di una sinfonia (ad esempio il gruppo sanguigno).

E non dimentichiamoci dei geni con dominanza incompleta, dove il gene dominante è maggiormente espresso, ma non sovrasta completamente l’allele recessivo che verrà in piccola parte espresso anch’esso, dando vita a una performance intrigante e variegata.

Per convenzione i geni si indicano con alcune lettere dell’alfabeto, ad esempio il gene per il colore giallo verrà identificato con la lettera G (se dominante) o g (se recessivo), il rosso R (se dominante), r (se recessivo).

Se un soggetto possiede due copie dello stesso gene (esempio GG) si dice omozigote, se possiede due alleli diversi (esempio RG) si dice eterozigote.

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Il corredo genetico di un soggetto (cioè l’insieme di tutti i geni) è detto genotipo, mentre l’insieme dei caratteri osservabili viene chiamato fenotipo.

Il fenotipo (ossia quello che si vede) è determinato sia da fattori genetici che ambientali, perciò soggetti con lo stesso genotipo (come i gemelli omozigoti), possono manifestare piccole differenze tra loro in base alle influenze dell’ambiente che li circonda.

Ogni caratteristica fenotipica può essere determinata da un singolo gene oppure dall’interazione di geni diversi.

Quindi in negozio dal nostro “pescivendolo” vedremo i fenotipi dei nostri pesci e, con qualche nozione di trasmissione genetica, potremo prevedere come potrebbero apparire i loro figli.

Ma come si trasmettono i caratteri ereditari? Abbiamo detto che ogni individuo ha doppi cromosomi, perciò due alleli dello stesso gene, ma al figlio passerà una sola delle due copie.

Facciamo un esempio pratico con i colori dei fiori rosso dominante R e bianco recessivo b.

Supponiamo di avere una pianta omozigote per il  colore rosso (RR) e mescolarla con una pianta omozigote per il bianco (bb), costruiamo una griglia a 4 caselle e incrociamo i dati dei due genitori:

quadrato mendeliano
quadrato mendeliano (immagine di Lauretta)

La progenie avrà esclusivamente fiori rossi perché il gene bianco è recessivo, pertanto può manifestarsi solo in omozigosi!

Inoltre delle piante con fiori rossi non possiamo sapere se sono omozigoti (RR) o eterozigoti (Rb) poiché, pur avendo genotipo diverso, il fenotipo alla nostra vista sarà indistinguibile.

Tuttavia, provando ad incrociare due piante con fiori rossi ma eterozigoti… ecco che ricomparirà il colore bianco in una piccola percentuale di eredi.

quadrato mendeliano
quadrato mendeliano (immagine di Lauretta)

La genetica dei Platy

Il genere Xiphophorus ha sempre destato grande interesse scientifico per la facilità di allevamento e l’interessante varietà di caratteri ereditari.

Myron Gordon (biologo)
Myron Gordon (biologo)

Nel 1939 Dr. Myron Gordon fondò il “Xiphophorus Genetic Stock Centre” presso il Museo Americano di Storia Naturale (poi trasferito nel 1993 presso la “Texas State University), qui venivano allevate e selezionate specifiche linee di Platy e Portaspada con lo scopo di determinarne le caratteristiche genetiche e studiare i meccanismi di trasmissione dei caratteri principali.

Le varietà allevate a scopi di ricerca (ad esempio alcune selezioni particolari sono impiegate per comprendere i meccanismi che portano all’insorgenza di melanoma), sono ben diversi dai Platy commerciali che nuotano nei nostri acquari.

Possiamo provare però a condividere quanto noto sulla trasmissibilità delle caratteristiche principali, per divertirci a “prevedere” il fenotipo degli avannotti dei nostri amati pesciolini.

Le varietà selezionate a scopi commerciali sono tantissime per colorazione, forma e dimensioni sia del corpo che delle pinne, pertanto propongo una trattazione generale dei caratteri più comuni, escludendo colorazione degli occhi e particolari forme di coda e pinne per non complicare troppo l’esposizione.

Sesso e colori di base

Partiamo dalle cose più curiose.

I cromosomi che determinano il sesso nei Platy sono tre: X, Y e W.

I geni che causano la pigmentazione di fondo spesso si trovano sul cromosoma Y, perciò c’è da chiedersi: come facciamo ad avere femmine colorate?

Perché anche le femmine possono avere l’ Y, infatti se un Platy con corredo cromosomico XY è maschio, uno con corredo cromosomico WY nasce femmina.

I cromosomi autosomici invece sono presenti in 23 coppie.

Premessa poco utile visto che è impossibile stabilire in acquario con un semplice sguardo se le nostre femmine sono XX o WY… Ma andiamo al sodo.

Il colore dei Platy è regolato da tantissimi geni (di cui solo una quarantina noti), che portano alla produzione di cellule con pigmenti colorati (chiamati cromatofori).

In particolare la pigmentazione di sfondo è data da xantofori che producono pigmenti gialli, su cui si sovrappongono i pigmenti prodotti da eritrofori (pigmento rosso e arancione) e melanofori che producono pigmenti scuri che ovviamente andranno a coprire le altre colorazioni.

I melanofori possono essere interessati da una mutazione recessiva che ne causa il mancato funzionamento, identifichiamo con M il gene che produce melanofori funzionanti e con m il gene che produce melanofori difettosi:

Platy MM e Mm presenteranno una colorazione di sfondo grigia, mm non produrranno pigmenti scuri pertanto il colore di sfondo (giallo-beige) sarà molto evidente.

Fin qui molto semplice… complichiamo ancora le cose!

Anche gli xantofori presentano una mutazione recessiva che ne annulla l’effetto impedendo la produzione di pigmento giallo. Chiamiamo G il gene funzionante e g il gene che porta all’assenza di giallo.

Ovviamente in pesci che hanno i melanofori funzionanti (MM e Mm) non troveremo differenza poiché il colore sarà sempre grigio, ma nei Gold (mm) potrò avere le seguenti combinazioni: mmGG ed mmGg che presenteranno colorazione gialla (Gold), e mmgg che è il particolare Platy Ghost con colorazione del corpo bianca.

Attenzione, non stiamo parlando di albinismo poiché l’anomalia genetica che causa questo fenotipo con corpo bianco e occhi rossi nei Platy è estinto.

Sopra alla colorazione di sfondo che funge da tela, l’artista Madre Natura ha pensato di sovrapporre altre colorazioni (rosso, arancio e ancora, sovrapposizione di giallo).

Ogni zona del corpo (fianchi, coda, dorso, gola, bocca…) è “colorata” da un suo gene. Questo spiega come sia possibile avere Platy con più colori insieme (addirittura tre come nei Platy Parrot.

Vediamo alcuni esempi tra i più comuni:

  • Le macchie di colore rosso e arancione che interessano la bocca, il peduncolo caudale, la pinna anale, “guance” e gola sono collegate ai cromosomi sessuali ed espresse solamente nei maschi;
  • La colorazione rossa del corpo è gestita da geni “sex-linked”. Tra quelli noti menziono il gene per il corpo rosso, dominante e posizionato sul cromosoma Y e il gene per il dorso rosso, dominante e presente sia su X che su Y. Il fenotipo può essere influenzato dal sesso con colorazioni più appariscenti nei maschi. Il colore arancione invece interessa solo il peduncolo caudale. Questo infatti è un gene dominante e collegato al cromosoma X. Ne esistono due varianti, una che si esprime in ambo i sessi e uno che si esprime solo nei maschi.
  • La colorazione delle pinne dorsale e caudale sono regolate da geni collocati sui cromosomi sessuali con espressione fenotipica influenzata dal sesso del pesce. La coda rossa deriva da ibridazione dei Variatus con i Maculatus, ma i meccanismi di trasmissione sono poco noti. Idem per i Platy con coda gialla.

Qualcuno di voi sarà perplesso trovandosi in vasca dei Platy Blu, colore fino a ora non menzionato…

platy blu
Platy blu (foto di Pisu)

Questa è la varietà meno conosciuta e più complessa geneticamente parlando.

Infatti il colore Blu non è dato da un pigmento di fondo ma è regolato dai geni dell’iridescenza. Questo è un gruppo di geni poco conosciuti che porta alla produzione di particolari cromatofori chiamati schemocromi (diversi per iridescenza blu, verde, gialla, violetta.

L’espressione fenotipica è indifferente nel maschio e nella femmina, di conseguenza non è noto se siano autosomici o sex-linked).

L’iridescenza Blu è regolata da un gene autosomico dominante (ossia che non è legato al sesso, e basta avere uno solo dei due alleli per manifestare il colore).

Si manifesta come colore blu solo se lo sfondo è grigio omozigote MM e dipende anche dalle caratteristiche di illuminazione ambientale. Se ho uno sfondo diverso da quello grigio omozigote, può risultare un colore di base con sfumature tendenti al verde.

I “Black Pattern”

I “Black pattern” si possono suddividere in geni che coinvolgono il corpo e geni che coinvolgono coda e peduncolo caudale. Questa foto ne ritrae alcuni.

platy
Platy vari (foto di alessia.98)

Il corpo (in generale Sex-linked senza differenza fenotipica di genere):

  • Tuxedo: Dominante X-linked (cioè presente sul cromosoma sessuale X). Risente dell’inibizione di altri geni, perciò può esprimersi o come colorazione in nero della fascia centrale del corpo oppure con colorazione nera di tutto il corpo (ma solo nei grigi omo o eterozigoti, nell’omozigote recessivo, ossia il giallo, è sempre tuxedo).
platy tuxedo gold
Platy tuxedo gold (foto di Pisu)
  • Spotted side (fianchi a pois): Colorazione regolata da due gruppi di geni (A e B), circa una dozzina per gruppo, tipicamente X linked e dominanti. Il gruppo A genera una puntinatura più grossolana che definirei “muccata” e l’estensione dei pois dipende dallo sfondo (più estesa nei MM e Mm, confinata alla metà posteriore nei mm). Il gruppo B determina macchie più fini, dette “sale – pepe”, estensione come sopra.
platy variegato
Platy variegato, spotted side tipo A, con Red Crescent (foto di Alix)

La Pinna dorsale ha suoi geni sia per la colorazione che per la presenza di spot. La presenza di spot è X-linked dominante.

Il peduncolo caudale e la coda (in generale geni autosomici la cui espressione fenotipica è uguale nelle femmine e nei maschi):

  • Twin spot: Gene autosomico dominante che porta all’espressione di due macchie nere gemelle sul peduncolo caudale, sembrano quasi delle orecchie…
  • Moon: Quando il peduncolo caudale è colorato da una macchia a luna piena. Tipicamente nero, è trasmesso da un piccolo gruppo di geni a trasmissione autosomica dominante. Se associato al gene Twin Spot, il fenotipo sarà il Platy Mikey Mouse!
platy mickey mouse
Platy mickey mouse (foto da Wikimedia Commons)
  • Crescent: La mezzaluna compresa tra il peduncolo caudale e la pinna, praticamente la prima parte dei raggi, può assumere la colorazione del peduncolo (quindi avremo platy Red/Orange/Yellow crescent), oppure essere nera se presente il relativo gene autosomico dominante. Quando compare nei “Mikey Mouse” ne nasconde parte delle “orecchie” che appaiono quindi meno pronunciate.
  • Wag: Colorazione nera delle pinne, autosomica dominante, nasce all’inizio da un incrocio di Platy Cometa e Portaspada. Gli ibridi ottenuti con le pinne nere sono stati “fissati” nei Platy, ottenendo questa colorazione particolare.
platy Red wagtail
Platy Red wagtail (foto di duffyduck1)
  • Up/lower bar: Striscia nera sulla parte superiore o inferiore della coda, poco conosciuti, probabilmente autosomici dominanti. Una variante particolare ma molto diffusa nelle vasche è il Comet dove le barre sono presenti sia sul margine superiore che inferiore. Queste ultime sono regolate da un gene autosomico a dominanza incompleta (cioè si esprime per intero, con barre nere lunghe quanto tutta coda. Solo se il pesce ha entrambi i geni cioè è omozigote dominante, se ha solo uno dei due è eterozigote, avrà le barre ma più corte.

La tabella seguente riporta i pattern di colori dei platy del sud con base genetica stabilita, abbreviazione, collegamento genetico ed effetto sessuale: Pattern di colori dei PLATY del sud con base genetica stabilita, abbreviazione, collegamento genetico ed effetto sessuale

Pattern di colori dei Platy

Conclusioni

Con questo lungo e sofferto articolo (la sua stesura ha richiesto un’approfondita ricerca e un paio di anni di lavoro, più successiva revisione), sono quasi sicura che vi avrò confuso ulteriormente le idee e non avrò risolto i vostri dubbi circa l’assegnazione di paternità e maternità dei vostri nuovi nati sulla base del loro fenotipo.

Spero tuttavia di avervi incuriosito ed avvicinato all’affascinante mondo della genetica.

Voglio lasciarvi con un consiglio (o una riflessione…).

Ogni varietà è frutto di un attento e lungo lavoro di selezione e allevamento. Alcune caratteristiche si possono conservare solo mantenendo pura la linea di sangue (bolloon, coral, blu sono solo alcuni esempi).

Pertanto il mio consiglio è di acquistare soggetti della stessa varietà soprattutto se allevate in purezza.

palette di colori Per immedesimarvi in moderni Mendel e provare a giocare con i colori, acquistate scarti di selezione o Platy non selezionati, l’effetto sorpresa sarà assicurato!

 

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