Il Betta splendens, o pesce combattente, è uno dei pesci più amati e diffusi nei nostri acquari. Come era inevitabile, sono sorte attorno a questo pesce numerose leggende metropolitane. Verifichiamole insieme…


Specie tanto diffusa quanto discussa quella del Betta splendens: spicca subito in negozio, sia per quelle pinne imponenti di mille colori che per la stabulazione in piccoli acquari cubici o, peggio, in bicchieri.

Bicchiere Betta leggendeChi cerca informazioni sulla rete circa questo pesce trova di tutto: ognuno racconta la propria esperienza, ognuno dà la propria opinione.
Il problema è che queste opinioni sembrano essere contrastanti…
Chi ha ragione? Chi ha torto?
Vediamo di fare un pò di chiarezza, analizzando i dogmi della «bettofilia» e cercando di capire come sono nati.

Indice dei contenuti, clicca e vai all’argomento di tuo interesse:

Acquario: grande o piccolo?

Uno degli argomenti più controversi è il litraggio della vasca.
Si va da «Sotto i 30 litri è maltrattamento!» all’estremo opposto: «Sopra i 30 litri un Betta si ammala! È troppo grosso l’acquario!».

Come stanno le cose? La risposta è difficile: in entrambi gli schieramenti vedremo acquariofili ottenere ottimi risultati con i loro pesci. Com’è possibile?

Partiamo dal presupposto che noi di Acquariofilia Facile non ci accontentiamo di dare un litraggio generale per una certa specie.
Preferiamo valutare l’idoneità di una vasca in base alle misure e, soprattutto, al tipo di allestimento!
Spero che le motivazioni di questa nostra linea di pensiero diventino chiare nel corso di questo paragrafo.

L’habitat del Betta

Sebbene i Betta oggi più diffusi sul mercato abbiano poco a che vedere con i loro «antenati» wild qualche istinto è sicuramente rimasto; altri invece, come ad esempio l’aggressività, sono stati addirittura accentuati. Focalizziamoci quindi sulle abitudini comportamentali del Betta in natura. Sono pesci territoriali che, a seconda della stagione, possono vivere in piccole pozzanghere da pochi litri oppure in pozze da centinaia a migliaia di litri.

Nelle fotografie seguenti possiamo vedere due tipici habitat del Betta.

Habitat BettaHabitat BettaLitraggi molto diversi, vero?
Ciò che hanno in comune è l’acqua bassa e un ambiente con una vegetazione intricata dove trovare riparo dai grossi predatori.
Ecco, quindi, le caratteristiche che cercheremo di riprodurre anche in acquario: eviteremo colonne d’acqua troppo alte e ampi spazi vuoti.

Come facciamo a evitare ampi spazi vuoti? Prendiamo vasche piccole e diciamo che quelle grandi non vanno bene?
No! Prendiamo una vasca della dimensione che più ci aggrada e l’allestiamo nel miglior modo possibile per questa specie.
Ricordando che in quell’ambiente dovrà vivere un essere vivente che ha delle esigenze di nuoto (seppur limitate).
Cercheremo quindi di creare dei ripari e di inserire molte piante e radici. In questo modo daremo al nostro Betta un territorio da difendere, nel quale potrà sentirsi al sicuro. Non importa se nell’acquario verseremo 30 o 200 litri d’acqua.

Vediamo due allestimenti per questi pesci. Quale dei due sarà più idoneo?

Allestimento BettaAllestimento BettaOvviamente la seconda, un acquario da ben 180 litri.
Come vedete… è l’allestimento che fa la differenza, non i litri.
Noi di AF consideriamo l’allestimento un elemento importante quanto i valori dell’acqua… se non di più!

Questo è il motivo per cui trovo ridicola l’affermazione «I Betta, in acquari sopra i 50 litri, si ammalano!»
Avete mai visto un Betta armato di righello misurare la propria pozza o il proprio acquario per stabilirne il litraggio? E decidere, in base a quello, se ammalarsi o meno?
Ne dubito…

Acquario: aperto o chiuso?

Ecco un altro tipico esempio di discussione tra bettofili:

«Ci vuole il coperchio! Sono anabantidi!»
«Ma va! Sono anni che li riproduco in vasche aperte…»

Anche in questo caso: chi avrà ragione?

Le basi

Partiamo dalle basi: i Betta sono anabantidi. La caratteristica tipica di questa specie è il labirinto.

LabirintoNo, non questo… Non parliamo di minotauri…

Piuttosto questo labirinto:

Labirinto BettaSi tratta di un organo sviluppato per permettere ai pesci di assimilare ossigeno direttamente dall’aria. Ha avuto un ruolo fondamentale nella sopravvivenza di questa specie in un ambiente spesso ostile.

«Ok, ma questo cosa c’entra con noi acquariofili e la scelta dell’acquario?»
«Se può pure respirare dall’aria buon per lui! Che gli frega se l’acquario lo voglio aperto o meno?»

Gli frega eccome, invece! Perché se il labirinto, nel suo habitat, può essere un vantaggio, in acquario potrebbe trasformarsi in una vera e propria condanna.

Temperatura e umidità

Le principali problematiche legate al labirinto si manifestano nel caso in cui il povero Betta sia costretto a respirare dell’aria troppo fredda e troppo secca: lo sbalzo di temperatura e di umidità potrebbe essere dannoso.

«Ah ecco! Allora è vero che ci vuole l’acquario chiuso!»
«Ma allora come fa Tizio a riprodurli in vasche aperte?»

Il problema si pone in caso l’aria sia troppo fredda o secca; nel caso di Tizio, evidentemente, non lo è.

Ma quanto è probabile che lo sia? C’è davvero da preoccuparsi?
Be’, come sempre… dipende!

D’estate il problema, semplicemente, non si pone. La temperatura è sempre alta e l’umidità altrettanto. I problemi potrebbero esserci solo esagerando con l’aria condizionata o in caso di ventole di raffreddamento che potrebbero seccarla troppo.

Ma in inverno? In inverno dipende dalle caratteristiche del locale dove abbiamo alloggiato l’acquario. Io, come molti altri, non ho mai avuto alcun problema. Per ogni evenienza, comunque, tenevo monitorata la temperatura dell’aria appena sopra il livello dell’acqua.

Le pinne della libertà

«Ok le temperature e l’umidità; ma se salta fuori?»

Ecco, questo è un problema serio.
I Betta saltano: sono saltatori per natura, lo fanno per cacciare e addirittura per spostarsi da una pozza all’altra alla ricerca di condizioni migliori o di una compagna per accoppiarsi.

È comunque un problema facilmente risolvibile: sarà sufficiente lasciare un buon margine tra il livello dell’acqua e il bordo dell’acquario; oppure riempire la superficie di galleggianti, cosa sempre molto gradita da un costruttore di nidi di bolle.
Questo margine potrebbe persino aiutare a conservare maggiore umidità in superficie.

E quindi?

«E quindi? L’acquario lo prendo aperto o chiuso?»

L’uno vale l’altro: l’importante è, come sempre, rispettare le esigenze del pesce!

Guerrieri solitari o possibili conviventi?

Ecco un altro argomento controverso: le convivenze sono possibili?

Analizziamo i possibili scenari:

  • Maschio con maschio?
    Sono pesci territoriali e piuttosto aggressivi; se consideriamo che in passato venivano pure selezionati i pesci più grossi e aggressivi per i combattimenti ecco che abbiamo la ricetta per un bel bagno di sangue…
  • Maschio con una femmina?
    Solo per la riproduzione. Il maschio è aggressivo e, come se non bastasse, è anche piuttosto insistente.
    Tutte queste oppressive attenzioni verso la sola femmina sono, per lei, causa di stress che può sopportare – prendendo le giuste precauzioni – durante la riproduzione; tuttavia, alla lunga, possono essere fatali.
    Ci sono anche casi nei quali una femmina particolarmente grossa e aggressiva è riuscita a contrastare il maschio… arrivando ad ucciderlo.
    Per questi motivi, quella analizzata è un opzione che sconsiglio vivamente.
Femmina di Betta
Betta femmina nascosta sotto una foglia durante la riproduzione
  • Maschio con più femmine
    In questo caso l’insistenza del maschio verrebbe distribuita su più femmine. Potrebbe funzionare?
    Dipende: c’è chi racconta di convivenze felici e chi di massacri istantanei.
    Dipende da tante cose; una di queste è l’allestimento, che dovrà essere particolarmente curato.
    Purtroppo, però, c’è un’altra variabile che non dipende da noi: il «carattere» del singolo esemplare!
    Ogni allevatore può confermarlo: ogni Betta è un mondo a se!
    Si può trovare il maschio «bonaccione», un pò «tonto», quasi apatico, che non considera nemmeno un altro maschio; oppure il maschio iper-aggressivo, che se potesse se la prenderebbe persino con la sua ombra. Tra questi due estremi c’è un mondo.
    Ho visto maschi convivere con maschi per diverso tempo; un maschio vivere con una sola femmina senza stressarla; harem funzionare in acquari di qualsiasi dimensione; navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione… ops… torniamo seri…
    Il problema è che non si può mai sapere cosa succederà, nemmeno dopo un pò di tempo, perché è possibile che da un giorno all’altro si spezzi anche la più affiatata delle convivenze.
    Per questo motivo, oltre a un buon allestimento, consiglio un piano di riserva: acquari nei quali poter alloggiare ogni singolo esemplare, non solo il maschio. Questo perché anche le femmine, generalmente descritte come più pacifiche, possono essere parecchio aggressive sia verso il maschio che verso le altre femmine.
  • Gruppo di femmine
    Le femmine sono generalmente più pacifiche e le loro convivenze hanno senz’altro maggiore possibilità di successo.
    Purtroppo, però, anche gli esemplari femmina possono avere un bel caratterino; occorre quindi un pò di attenzione e il famoso piano di riserva anche per loro.
    Non è raro trovare femmine particolarmente aggressive; così aggressive da arrivare a sottomettere il maschio, o a ucciderlo.
    Spesso queste femmine particolarmente aggressive vengono chiamate «femmine mascolinizzate». Esse sono problematiche quanto un maschio, anzi: alcune sono proprio convinte di essere maschi! Possono anche cercare di riprodursi con le altre femmine: le abbracciano e le spingono a rilasciare le uova che, per ovvi motivi, non potranno essere fecondate.
Femmina di Betta
Femmina mascolinizzata

Conclusioni

Abbiamo analizzato i nodi più controversi che riguardano questa bellissima specie; e abbiamo cercato trovare una risposta coerente e fondata.
Dopo questo viaggio nel mondo dei Betta splendens siamo ancora più convinti che si tratti di una specie estremamente interessante, oltre che esteticamente meravigliosa.
Richiede tuttavia qualche piccola attenzione perchè stia bene e, soprattutto… non si trasformi in un killer!

Killer

Nella speranza di aver contribuito a chiarire qualche annoso dubbio, vi saluto. Ci leggiamo su Acquariofilia Facile!