Avete mai sentito parlare degli Ambystoma mexicanum – o Axolotl ? No?… Bene vediamo di conoscere meglio questa creatura che sembra uscita dalle fiabe. E forse lo è… 


Descrivere l’Ambystoma mexicanum è difficile, nulla gli renderebbe giustizia.

E’ una creatura unica nel suo genere, sembra un piccolo drago uscito dalla fantasia di un disegnatore, invece è un animale reale, con un potenziale immenso in campo medico/scientifico.

Purtroppo questa peculiarità è uno dei motivi per i quali in natura è praticamente estinto.

Conosciamolo un po’ meglio…

Coppia di Ambystoma mexicanum, o Axolotl
Coppia di Ambystoma mexicanum, o Axolotl

L’Ambystoma, o Axolotl, è una salamandra neotenica; ciò significa che rimane in forma larvale per tutta la vita.

L’esemplare adulto è perciò identico alla forma giovanile.

In rarissimi casi – statisticamente 1 esemplare ogni 10.000 – il processo di metamorfosi ha luogo, e l’Axolotl si trasforma in salamandra terrestre.

Sembra che questo evento possa essere innescato da condizioni di forte stress o pericolo di vita per l’animale, ma principalmente è l’assunzione di iodio, in qualsiasi forma, che stimola la produzione di ormoni tiroidei, portando l’animale ad evolversi nello stadio finale.

In questo caso l’aspettativa di vita si riduce a soli 5 anni, mentre allo stato di neotenie gli Ambystoma possono raggiungere i 15 anni, o addirittura i 20 secondo alcune testimonianze.

Respirano tramite le branchie esterne, attraverso la pelle e anche grazie a dei piccoli e rudimentali polmoni; quando li si vede salire in superficie, infatti, lo fanno per prendere aria.

Ambystoma mexicanum - Axolotl
Ambystoma mexicanum – Axolotl

Gli Ambystoma mexicanum hanno una innata capacità di rigenerare tessuti e organi come nessun altro animale al mondo; varie parti del corpo come gli arti, la coda, la pelle, il midollo spinale, e persino parte del cervello, si riformano senza lasciare cicatrici anche dopo ripetute amputazioni.

Non sono mai colpiti da forme tumorali, e non c’è forma di rigetto in caso di trapianti di organi provenienti da altri Axolotl.

Per queste incredibili peculiarità sono oggetto da molti anni di studi medici e scientifici; la speranza è di riuscire, in futuro, a replicare queste capacità nell’essere umano.

Habitat

Son originari del lago Xolchimilco, a Città del Messico, ricco di legni e piante acquatiche.

Lago Xolchimilco
Lago Xolchimilco

Stando alle ultime ricerche, sembra che gli Axolotl siano completamente spariti da questo lago; forse sopravvivono in alcuni corsi d’acqua noti solo agli abitanti del luogo.

I predatori naturali, alcuni uccelli e pesci, sono una causa della loro progressiva scomparsa, ma il maggior responsabile è certamente l’uomo.

Oltre alla cattura a scopi medici e alimentari, il turismo sfrenato ha invaso il lago Xolchimilco con flotte di battelli e cumuli di spazzatura galleggiante, rendendolo ormai inospitale per gli Ambystoma.

Lago Xolchimilco invaso dai battelli
Lago Xolchimilco invaso dai battelli

Curiosità

L’etimologia della parola Axolotl è incerta, ma probabilmente deriva dalle parole di lingua nahuatl a’tl e xolotl, e può tradursi in «cane dell’acqua» o «mostro dell’acqua».

Lo scrittore Vinicio E. Morales, nel libro «Miti Maya e Aztechi», descrive una delle leggende che si celano dietro al nome Axolotl:

Quando fu il suo turno di morire, prese la fuga e si nascose in un campo di mais ove si trasformò in una pianta dal doppio gambo – motivo per cui il contadino lo chiamò Xolotl – ma venne scoperto tra le piante. Allora scappò per la seconda volta, si nascose tra le agavi e si trasformò un’agave dal doppio gambo, che per questo viene detta Mexolotl. Venne nuovamente scoperto e fuggì, questa volta in acqua, ove si tramutò in pesce, che per questo si chiama Axolotl.

Gli Aztechi veneravano queste creature come fossero degli dèi.

Gli aztechi veneravano gli Axolotl come se fossero degli dei
Gli aztechi veneravano gli Axolotl come se fossero degli dei