La salinità

A questo punto la domanda sorge spontanea… come possiamo farci un’idea della salinità dell’acqua?

Per l’acqua di mare, il discorso è abbastanza semplice: la composizione non varia eccessivamente per eventi climatici o in base al luogo. Si può, ad esempio, stimare abbastanza correttamente la salinità totale moltiplicando per 1,8 la clorinità misurata.

E per l’acqua dolce come possiamo fare? Dobbiamo accontentarci dell’indicazione della durezza totale, che in qualche modo è comunque correlata alla conducibilità e alla salinità totale: ad esempio, un’acqua con GH 10°d non può certo avere certo una conducibilità di soli 100 µS/cm! Nel caso opposto abbiamo meno correlazione, ma sarà comunque difficile che un’acqua di rubinetto ad esempio con GH 3°d abbia una conducibilità di 1000 µS/cm (sebbene infiltrazioni di acqua di mare o altri fattori possano contribuire ad un aumento notevole della conducibilità).

Oppure… utilizzare il solito, vecchio amico dell’acquariofilo: il conduttivimetro!

La conducibilità, infatti, viene influenzata da tutti gli ioni disciolti in acqua, che a loro volta influenzano l’osmoregolazione. Il suo valore è quindi una stima importante (benché approssimata) dei solidi totali disciolti, la salinità che vogliamo conoscere.

Come possiamo fare? Utilizzando due tabelle, che vi presentiamo.


Negli anni ’50 del secolo scorso l’idrologo francese Louis Claude Vincent (1906-1988) ha stabilito una correlazione tra la conducibilità e la durezza dell’acqua.

tabella vincent
La tabella di Vincent (clicca per ingrandire)

Questo significa che, conoscendo la durezza della nostra acqua possiamo farci un’idea approssimativa della sua conducibilità.

Attenzione! Nella tabella di Vincent la durezza è espressa in gradi francesi (°F); per avere la durezza in gradi tedeschi (dGH) usati in acquariofilia dobbiamo dividere i gradi francesi per 1,78.


Ma non è finita: aiutandoci con qualche test e sapendo come fertilizziamo, con il supporto di quest’altra tabella…

Conduttività ionica limite
Conduttività ionica limite (clicca per ingrandire)

… possiamo addirittura sapere come è composta l’acqua del nostro acquario.

Certo, si tratta di una approssimazione; che però ci aiuta a farci un’idea della pressione osmotica che devono sopportare le cellule dei nostri pesci.