Conosciuto anche come Botia pagliaccio o Pesce pagliaccio d’acqua dolce, il Chromobotia macracanthus (ancora conosciuto come Botia macracanthaè un simpatico pesce originario del Sud-Est Asiatico. In questo articolo vi aiutiamo a scoprirlo.


La sua indole pacifica, l’adattabilità a quasi tutti i  valori dell’acqua, ma soprattutto la sua brillante colorazione, hanno reso famosissimo questo pesce, tanto da essere tra i più richiesti dagli acquariofili.

La sua sgargiante livrea, arancione e nera, ricorda i vestiti di scena dei pagliacci; proprio da questi ultimi prende il curioso nome, con cui è conosciuto: Botia pagliaccio o Pesce pagliaccio d’acqua dolce.

Chromobotia macracanthus
Chromobotia macracanthus

Il Chromobotia macracanthus è stato classificato per la prima volta da Pieter Bleeker nel 1852.
Bleeker era un medico militare olandese, che nel suo periodo in Indonesia effettuò molte ricerche sui pesci locali.

Pieter Bleeker
Pieter Bleeker

Classificò, in quel periodo, moltissimi pesci nella famiglia Cobitidae, tra i quali anche il nostro simpatico pesciolino a cui diede il nome di Cobitis  macracanthus. 
Il termine macracanthus significa “grossa spina“; deriva infatti dalla spina erettile sotto l’occhio del pesce.
Più tardi, la specie venne trasferita nella famiglia Botiinae, e prese il nome di Botia macracanthus, conosciuto anche come Botia macracantha.
Quest’ultimo nome, accettato come sinonimo, in realtà è sbagliato; si tratta di una trasposizione al femminile di un termine maschile.
Come se in Italiano dicessimo “il Re Elisabetta”, anzichè “la Regina”.

Solo recentemente, nel 2004, l’ittiologo Maurice Kottelat ha corretto alcune classificazioni, tra cui anche la famiglia Botiinae.
Ha trovato nel Botia macracanthus alcune caratteristiche uniche, pertanto ha pensato di inserirlo in un genere tutto suo: il Chromobotia.

Il termine deriva dal greco khroma (che significa colore), e dal generico Botia (che fa riferimento al precedente nome di genere).
Il nome Botia deriva dal termine indiano “Bottia”, con cui si indicano i pesci da fondo. La pronuncia corretta è pertanto “botia”, non “bozia”, come prevederebbero le regole del Latino.

Nei negozi specialistici potete comunque trovarlo con tutti i suoi nomi:
Botia macracantha, Botia macracanthus, Cromobotia macracanthus, Botia pagliaccio…
Solo per curiosità, aggiungo che gli Indonesiani lo chiamano “Entebering Ikan makan”.

A questo pesce sono state dedicate copertine di libri e riviste specialistiche, nonché francobolli.
Come abbiamo fatto per altre specie trattate, ne proponiamo due qui sotto, rispettivamente del Laos e della Guinea Bissau.

Francobolli del Laos e della Guinea Bissau dedicati al Chromobotia macracanthus
Francobolli del Laos e della Guinea Bissau dedicati al Chromobotia macracanthus

La richiesta consistente, sul mercato acquaristico, porta alla cattura di diversi milioni di esemplari l’anno.
Non si parla ancora di rischio di estinzione, ma le autorità locali hanno iniziato a regolamentarne la cattura.
Lo vedremo meglio più avanti.