Home Invertebrati Caridina multidentata (ex japonica)

Caridina multidentata (ex japonica)

Riproduzione

Questa è la parte più complicata della faccenda: riprodurle.
Metto subito le mani avanti: nel dolce, le possibilità di schiusa delle uova sono dell’1%.

E, nel caso in cui qualcuna ce la facesse… portare avanti la cosa è tutt’altro che facile.
Tuttavia, sul forum, qualcuno ce l’ha fatta!

Il corteggiamento

Tutto parte dal corteggiamento.
Dopo la muta, la femmina rilascerà i feromoni e, di conseguenza, i maschi cominceranno a muoversi freneticamente per l’acquario.
Quando un maschio riuscirà a far aderire le sue spermatofore alla femmina, questa, nel giro di un paio di giorni, farà scendere le uova sotto ai pleopodi.

Caridina multidentata con uova (foto di Trotasalmonata)

All’inizio le uova sono scure; poi si schiariscono gradualmente fino a diventare arancione/rosa.

Caridina multidentata con uova (fonte Wikimedia Commons)

Questo processo dura tra le quattro e le cinque settimane; pare che, con una lente d’ingrandimento, si riescano a vedere gli occhi degli embrioni.

In questa foto si possono scorgere gli occhi all’interno delle uova della Caridina multidentata (foto del biologo Mike Noren)

In questa fase, la femmina va tolta dall’acquario e messa in una nursery, sempre con acqua dolce: i gamberi tollerano un’alta salinità, ma le uova non si schiudono in acqua salmastra.
Una volta deposte le uova, rimetteremo la femmina nell’acquario.

La schiusa

Le uova si schiudono dopo qualche giorno; le larve sono lunghe meno di due millimetri.
In questa fase sono dei mysid, una via di mezzo tra un nauplo e una caridina.
Sono planctoniche e nuotano a testa in giù; successivamente assumeranno una posizione orizzontale.

Mysid, appena dopo la schiusa – Caridina multidentata (foto del biologo Mike Noren)
Mysid, stadio larvale avanzato – Caridina multidentata (foto del biologo Mike Noren)

Gradualmente diventeranno bentoniche; cominceranno cioè a poggiarsi su supporti.

I gamberi vivono in torrenti di montagna e le larve vanno a finire in mare, dove crescono mangiando plancton. Dopo la metamorfosi finale migrano di nuovo nei corsi d’acqua d’origine.
Dobbiamo cercare di replicare questo processo!

Quindi, dopo la totale schiusa delle uova (che avviene gradualmente), i naupli vanno messi in acqua con sali di mare.
Non serve alcun tipo di acclimatazione ed è importante farlo prima che passi una settimana dalla nascita.

Secondo la letteratura (Hayashi e Hamano), la sopravvivenza è impossibile a una salinità pari a 8,5 ppt (parti per mille); invece, a 17 ppt, si ha una sopravvivenza dell’ 80% (il massimo che si possa ottenere); infine, a 35 ppt (la salinità marina), avremo solo l’11% di schiuse.
Tuttavia, esperimenti più recenti hanno dato risultati diversi: sotto i 25 ppt una resa minima (tre larve su 200); la resa maggiore si è verificata ad una salinità di 30-35 ppt.

Fase postlarvale – Caridina multidentata (foto del biologo Mike Noren)

Dopo la metamorfosi a gamberetti, le Caridina multidentata non tollerano più l’acqua salata e vanno riportati in acqua dolce. Meglio farlo gradualmente, passando a 17 ppt e poi all’acqua dolce.


Nota: ppt significa part per thousand, ossia parti per mille; il simbolo usato è ‰.
I ppt si misurano con un densimetro, che è questo strumento:

Densimetro

I numeri all’interno indicano la densità, espressa in g/L.


L’allevamento dei piccoli

Le larve richiedono cibo finissimo; l’ideale sarebbe il fitoplancton o alghe verdi (ad esempio volvox o clorella).
Il mercato ci offre però delle valide alternative: il JBL Nobilfluid, di tanto in tanto del lievito di birra, e tutti i mangimi da 50-100 micron.
Non ho trovato riferimenti agli infusori, ma le dafnie sono già troppo grandi.

Nei primi quattro giorni le larve non vanno alimentate; durante la prima settimana vanno nutrite cinque volte al giorno.

Dopodiché si può passare a un alimento di dimensioni maggiori, come la spirulina tritata finissima, o qualche fioccato sbriciolato (il residuo che si trova sul fondo di un barattolo vuoto è l’ideale).
Se i piccoli hanno mangiato, il tratto intestinale che percorre il dorso tra il cefalotorace e la coda apparirà colorato e ben visibile.

Dopo tre mesi, i gamberi raggiungono una dimensione di circa 2,5 centimetri e possono essere messi nell’acquario.

Baby caridine multidentata a tre mesi di vita (foto del biologo Mike Noren)

Faccio i migliori auguri a chi si voglia cimentare con la riproduzione e spero che, in caso di successo, voglia condividere la sua gioia sul forum.

Si ringraziano gli utenti del forum che hanno condiviso foto e disegni, e un particolare ringraziamento al biologo svedese Mike Noren per le immagini prese dal suo blog Mike’s Whatever

Exit mobile version