Tra i tanti predatori naturali dei gasteropodi (tra cui le lumache) meritano una menzione le sanguisughe. In questo articolo parliamo di loro…
In Europa esistono diverse specie di questi piccoli predatori.
Noi ci occuperemo del genere Glossiphonia; quelle in grassetto sono le più comuni:
- Glossiphonia complanata;
- Glossiphonia concolor;
- Glossiphonia baicalensis;
- Glossiphonia elegans;
- Glossiphonia sp.;
- Glossiphonia sp. IAK-2015a;
- Glossiphonia verrucata.
Questi anellidi sono presenti in tutto il mondo; sono stati ritrovati sia in America che in Euro-Asia.
Non temono né le basse, né le alte temperature; tuttavia preferiscono l’emisfero settentrionale del pianeta.
Hanno una aspettativa di vita di circa un paio di anni.
Morfologicamente possono essere molto diverse tra loro.
In genere le sanguisughe europee si presentano con un corpo piatto e allungato, lungo fino a 27 millimetri.
Il colore è variabile; solitamente sono marrone con file di macchioline più chiare sul dorso (papille).
Ecco uno schema anatomico:
Questi predatori ectoparassiti (cioè che vivono sulla superficie esterna del corpo dell’ospite) si attaccano al guscio della malcapitata lumaca, introducendo la loro proboscide tra il guscio e il piede della preda e succhiandole i fluidi corporei.
Possono impiegare da 1 a 3 ore per lasciare in vasca solo il guscio vuoto della povera vittima.
Se particolarmente affamati, possono nutrirsi anche di larve di insetti morte come i «blood worms» (Chironomus sp.).
Le larve vive invece, grazie ai loro rapidi e vigorosi movimenti del corpo, riescono a sfuggire alla mortale presa delle sanguisughe.
Oltre alle lumache, anche altri crostacei come Asellus sp. e Gammarus sp. possono essere colpiti e lentamente succhiati fino a che non rimane solo il carapace vuoto.
Alcune lumache che possiedono una particolare emoglobina, come le Planorbarius/Planorbella/Planorbis, dopo un attacco da parte delle sanguisughe diventano gialle. Da quel momento, la morte è prossima.
Questi anellidi sono studiati per la loro spiccata cura parentale.
Le femmine, infatti, tengono al sicuro sotto di sé varie decine di piccole sanguisughe; se predate (o afferrate con una pinza) le rilascia tutte immediatamente.
Inoltre femmine diverse possono accogliere piccoli di altre femmine rilasciati prematuramente.
Osservando la predazione delle Planorbarius in acquario si può notare questa particolarità: le sangusughe adulte, una volta sazie, abbandonano la lumaca ormai moribonda per riposare attacati ai vetri o sotto le foglie delle piante; le più piccole, invece, rimangono attaccate al guscio per alimentarsi poco alla volta della loro vittima.
La loro ventosa è estremamente potente; anche tirandole con una pinzetta è quasi impossibile staccarle.
Arrivo in acquario
Generalmente le introduciamo con piante e/o arredi infestati da questi parassiti.
I nascondigli migliori sono tra le piante, specialmente se ben folte, o dietro al filtro (specialmente per riposare). Proprio tra una folta vegetazione infatti, trovano l’habitat preferito le lumache; è lì che si raccolgono resti di cibo e si formano microalghe, fonte principale di cibo per i gasteropodi.
Una volta nel nostro acquario, sarà molto difficile sbarazzarsi di questi parassiti. Moriranno spontaneamente solo dopo aver sterminato tutte le lumache.
Infatti queste sanguisughe predano solo i gasteropodi e i vari molluschi in vasca; non disturbano né pesci nè gamberetti.
Eliminare i parassiti
Possiamo tentare di eliminare dall’acquario questi parassiti seguendo i metodi illustrati qui sotto.
Il primo metodo prevede la seguente procedura:
- Verificare la presenza di parassiti guardando attentamente i vetri della vasca, il retro del filtro oppure mettendo del mangime per gamberetti in un contenitore, in modo tale da farli uscire allo scoperto.
- Rimuovere tutte le sanguisughe visibili e tutte le piante.
- Mettere le piante in un secchio con una soluzione al 50% di acqua ossigenata e sciacquarle per togliere le sanguisughe rimaste.
- Conservare le piante per 4 settimane nel secchio, controllando sempre l’eventuale presenza di parassiti superstiti.
- Aggiungere all’acqua nel secchio un grammo/litro di cloruro di sodio (sale da cucina) o di potassio (sale iposodico).
- Dopo una settimana cambiare l’acqua e dimezzare la dose di sale.
- Dopo due settimane testare la presenza di parassiti.
- Se non troviamo sanguisughe, cambiamo tutta l’acqua senza aggiungere sale; terremo ancora le piante nel secchio per una settimana.
Questo trattamento porta alla morte per fame i parassiti, in quanto li costringe a rimanere rinchiusi nel loro bozzolo protettivo per molte settimane.
Un secondo metodo è il seguente:
- Rimuovere tutte le piante dalla vasca e metterle in un secchio con dell’acqua.
- Sciogliere nel secchio 5mg/L di permanganato di potassio e lasciare le piante a bagno per un’ora.
- Passata l’ora, cambiare l’acqua e ripetere il trattamento per 4 settimane.
- Rimuovere i pesci dall’acquario e mettere 1 cucchiaio da cucina di sale ogni 20 litri d’acqua.
- Dopo le 4 settimane, fare un cambio totale dell’acqua dell’acquario e rimettervi le piante e i pesci.
- Non introdurre alcun nuovo pesce senza che abbia fatto un periodo di quarantena con del sale; non introdurre alcuna pianta che non abbia fatto un bagno col permanganato di potassio.
In alternativa possiamo usare la ricetta di Frank de Graaf, vecchia gloria dell’acquariofilia. Questo metodo nasce per combattere alcuni parassiti negli acquari marini ma è risultato efficace anche per questi altri parassiti.
Ecco l’occorrente:
- 4 grammi di solfato di rame;
- 0,25 grammi di acido citrico cristallino.
Sciogliamo il tutto in un litro di acqua d’osmosi.
Dopodichè aggiungiamo in acquario:
- 2,5 millilitri di soluzione ogni 10 litri d’acqua.
Bisogna ricordare che il rame si lega ai carbonati di calcio diminuendo progressivamente la sua efficacia; è quindi opportuno ripetere il trattamento. Dopo il primo giorno possiamo introdurre quotidianamente metà della dose inziale.
La soluzione più semplice è comunque quella di lasciare che si estinguano da sole dopo aver predato tutte le lumache dell’acquario.
Attenzione!
Le sanguisughe sopravvivono al cloro e a moltissimi altri trattamenti chimici.
Non rispondono ai farmaci più comuni come il No-Planaria. Qualcuno è riuscito ad eliminare l’infestazione solo dopo 4 o più somministrazioni di questo farmaco.
Curiosità
La G. complanata non preda solo le lumache che trova nell’acquario ma, in loro assenza, si nutre di altri generi . Inoltre vivono all’interno del mantello dei gasteropodi nutrendosi del verme Dero dorsalis.
La madre copre con il suo corpo le uova per 5 o 6 giorni prima che fuoriescano le nuove sanguisughe; queste, a loro volta, abbandonano i genitori solo quando hanno raggiunto la piena maturità.
In alcuni gruppi online le sanguisughe sono consigliate per contrastare la diffusione delle lumache negli acquari!
Se avete avuto queste sanguisughe o volete solo parlarne vi aspetto sul nostro forum Acquariofilia Facile.