Home Pesci da fondo Salaria fluviatilis, o Cagnetta, un pesce nostrano per il nostro acquario

Salaria fluviatilis, o Cagnetta, un pesce nostrano per il nostro acquario

Salaria fluviatilis, o Cagnetta, un pesce nostrano per il nostro acquario

Conosciamo meglio la Salaria fluviatilis, detta comunemente Cagnetta, un simpaticissimo pesce da fondo diffuso alle nostre latitudini, che possiamo allevare in acquario… con le dovute accortezze, ovviamente!


La Salaria fluviatilis, più comunemente conosciuta come «Cagnetta», è un pesce nostrano caratterizzato da un’incredibile simpatia.
Osservate questa foto, avete mai visto un pinnuto guardarvi con due occhioni così?…

Che occhioni…!

Classificazione

Ordine Perciformes
Famiglia Blenniidae
Genere Salaria
Specie Salaria fluviatilis
Nome comune Cagnetta, Bavosa d’acqua dolce (Freshwater blenny)

Descrizione

Come tutti i Blennidi, le Cagnette sono sprovviste della vescica natatoria e delle scaglie. Queste ultime sono sostituite da un muco viscido, dal quale deriva il nome «Bavosa». Sì, perché la nostra Salaria fluviatilis è la cugina della più conosciuta Bavosa pavone (Salaria pavo), che molti di voi avranno visto fra gli scogli al mare.

Può raggiungere i 15 cm di lunghezza, anche se generalmente non supera gli 8/10 cm.
Il corpo è allungato e il muso arrotondato, con labbra carnose che celano una fitta schiera di dentini aguzzi, che ci chiariscono anche il nomignolo Cagnetta.

Ma non aspettatevi di vedere una sorta di pescecane: se considerate che sulla mascella la nostra amica possiede addirittura dai 16 ai 24 denti, potete facilmente immaginare quanto siano piccoli, quasi invisibili.

Il termine Cagnetta, o anche «Cagnetti», sembrerebbe avere anche un’altra origine. Un’allusione ai saltelli in cui si esibiscono quando, ad esempio, vengono a prendere il cibo dalle mani.
Questo comportamento, unito allo sguardo diretto negli occhi (che pochi altri pesci hanno in comune), ricorda il tenero scodinzolare di un cagnolino domestico.

La Salaria fluviatilis ha il corpo allungato e una colorazione marrone verdastra

La colorazione del corpo va dal marrone al verdastro, combinati in modalità mimetica; curiosamente la tinta può variare anche nel giro di pochi minuti.

La pinna dorsale è lunga come tutto il corpo. La caudale non è bilobata.
Particolari sono le pinne ventrali, piccole e poste in posizione giugulare (sotto il collo). Da certe angolazioni possono sembrare delle zampette, ed effettivamente sono utilizzate dalla Cagnetta per spostarsi sul fondo con dei piccoli balzi.

Il nuoto vero e proprio è prodotto da movimenti ondulatori della parte posteriore del corpo.
Il loro modo di muoversi è quasi buffo, ma ciò non gli preclude l’essere abili e veloci nuotatori.

L’aspettativa di vita è generalmente di 5 anni, anche se le femmine, durante la prima stagione riproduttiva, possono essere soggette a morte prematura.

Dimorfismo sessuale

Negli esemplari adulti i maschi si riconoscono facilmente per la cresta carnosa che hanno sulla testa.
Nella foto seguente si vede chiaramente la cresta del maschio (a sinistra) e la femmina (a destra) che ne è sprovvista

Maschio di Salaria fluviatilis (a sinistra) e femmina (a destra). Sul capo del maschio si nota la cresta carnosa.

Inoltre i maschi sono leggermente più grandi, e tendono ad avere una colorazione della livrea più chiara.

Diffusione

Pesce diffuso in molti dei Paesi bagnati dal mar Mediterraneo.

In Italia la Salaria fluviatilis popola diversi territori. Al nord, è presente nel fiume Ticino, nel lago Maggiore e in particolar modo nel Garda. Nel centro-sud, possiamo trovarla sul versante tirrenico sino alla Campania, e nel lago di Bracciano. È reperibile anche nelle grandi isole di Sicilia e Sardegna.

Bisogna tener conto che la Cagnetta, pesce autoctono, è presente in modo discontinuo nelle acque italiane a causa delle estinzioni locali che ne hanno frammentato l’areale di distribuzione. Infatti rientra nella lista rossa dello IUCN (International Union for Conservation of Nature), per la precisione nella categoria DD, essendo valutata «carente di dati».

Habitat naturale

La Salaria fluviatilis è una specie bentonica (ovvero: che vive sul fondo), moderatamente eurialina (tollera un certo grado di salinità). Infatti, occasionalmente può spingersi in acque salmastre. Gli esemplari giovani, per brevi periodi, possono arrivare sino al mare.

Predilige acque limpide ed ossigenate, ferme o moderatamente mosse, in una vasta varietà di ambienti quali corsi d’acqua di piccole e medie dimensioni, bacini lacustri di acqua dolce e laghi costieri con bassa salinità.

Per quel che riguarda il substrato, abita prevalentemente fondali ciottolosi, ma anche fangosi con vegetazione. L’importante è che la morfologia del fondo offra a questi pesci dei rifugi in cui nascondersi.

Il territorio della Salaria f. adulta deve permettere di trovare dei rifugi
Anche rami e vegetazione formano ripari utili per la Salaria fluviatilis

Allevamento in acquario

Le Cagnette sono ospiti simpatici e curiosi, ma nel contempo molto timidi. È indispensabile, quindi, creare un abbondante numero di nascondigli utilizzando sia sassi che radici. Diversamente, patiranno un forte disagio che le indurrà a rimanere sempre nascoste.

Esempio di allestimento di un acquario per la Salaria fluviatilis

Dato che stazionano essenzialmente sul fondale, consiglio di utilizzare un substrato di ghiaietto abbastanza grossolano, poiché con i loro movimenti frenetici smuovono i materiali troppo fini.
Per la stessa ragione, pur non intenzionalmente, possono sradicare le piante che non abbiano già sviluppato un buon apparato radicale.

Valori dell’acqua

Essendo animali autoctoni, non ci sono particolari problemi con i valori dell’acqua.
Possiamo utilizzare quella del rubinetto, opportunamente decantata, visto che il pH può essere superiore a 7 e il GH può andare oltre i 10 gradi.

Discorso un po’ più articolato riguarda la temperatura.
Per esperienza diretta, ho verificato che le Cagnette tollerano molto bene il freddo. Possiamo scendere tranquillamente a 5°C, e presumibilmente anche a temperature inferiori.

Mi piace il freddo!

Più problematico è il caldo, come generalmente accade per le specie nostrane. Comunque sopportano temperature attorno ai 28°.
Dotandoci di buone ventole da puntare sulla superficie dell’acqua, dovremmo riuscire a non superare questo limite anche nelle estati più calde. Ma attenzione, variazioni di temperatura repentine favoriscono l’insorgere dell’Ictioftiriasi.

Dimensioni della vasca

Per poter allevare un maschio e una o due femmine, l’acquario dovrebbe essere di forma rettangolare e contenere dai 100 litri d’acqua in su.
Le misure consigliate sono: almeno 80 cm di lunghezza per 40 cm di profondità. Come colonna d’acqua, 30 cm saranno più che sufficienti.

Se vogliamo ospitare due maschi e più femmine dobbiamo orientarci su una vasca da almeno 120 cm di lato lungo.

Comportamento e compatibilità

Le Cagnette, purché si rispetti la loro fondamentale esigenza di nascondigli, non sono pesci problematici.

Convivenza tra esemplari della stessa specie

I giovani sono relativamente sociali, mentre gli adulti perdono l’atteggiamento gregario e tendono ad essere territoriali.

In questo video dell’utente cqrflf, vediamo alcuni esemplari di Salaria fluviatilis allevati nel suo acquario di 350 litri.

Personalmente, non ho mai assistito ad episodi di aggressività verso gli appartenenti della loro specie. Anzi, le femmine possono girare abbastanza indisturbate per tutta la vasca. I maschi adulti, invece, rimangono all’interno del loro territorio senza mai entrare in relazione fra loro.

Convivenza con pesci di specie diverse

Meno idilliaco è il loro comportamento verso i pinnuti di specie diverse.
Mettendo insieme le mie esperienze con quelle di un altro appassionato che ha allevato le Cagnette, ho individuato una serie di elementi che rendono potenzialmente pericolosa la convivenza con pesci di altre specie.

La competizione alimentare presenta qualche criticità con pesci di taglia grossa, come i Carassi. Non sembrano esserci problemi, invece, con pesci di taglia inferiore, come le Alborelle (assai timide), i Ghiozzi e piccoli pesci di banco tipo Puntius titteya.

Alborella e Salaria fluviatilis nell’acquario di HCanon

L’utente cqrflf ci mostra in questo video un giovane esemplare di Salaria fluviatilis che convive pacificamente con Ghiozzi e Alborelle nel 350 litri, poco affollato.

La maggior parte delle Cagnette adulte, però, tendono a mordere le code degli altri pesci.
Ne fanno le spese soprattutto le specie dal nuoto più lento, mentre le altre riescono in genere ad evitare le loro attenzioni. Ovviamente l’acquario deve avere spazio a sufficienza per le fughe!

Lo stimolo ai morsi parte sicuramente dall’attrazione verso le grandi pinne e code dei coinquilini.
Ho notato, infatti, che riservano maggiori attenzioni ai Carassi varietà cometa, dotati di lunghe pinne fluenti, mentre quelli con code normali sono quasi ignorati.
Allo stesso modo, l’unico Puntius titteya che è stato raggiunto dalle Cagnette è un esemplare con la coda a velo.

Azzardo un’ultima osservazione, anche se mi lascia dubbioso: probabilmente tollerano meglio le specie di pesci appartenenti al loro biotopo di origine, come le Alborelle e i Ghiozzi.

Tirando le somme, mi sento di sconsigliare la convivenza con pesci dotati di pinne fluenti, soprattutto se hanno anche un certo carattere come per esempio i Macropodus opercularis, poiché dubito che questi si lascerebbero mordicchiare senza reagire…

Alimentazione

Le nostre Bavose in natura si nutrono di anellidi, crostacei, insetti e molluschi.

Cosa si mangia oggi?

In acquario, per i primi tempi saranno un po’ schizzinose e dovremo fornirgli del mangime vivo o surgelato.
Dopo un paio di settimane accetteranno tranquillamente il mangime liofilizzato e anche quello secco.

Ovviamente, come già sappiamo, l’importante è fornire una dieta variegata.

Fate attenzione alle vostre lumachine, le Cagnette ne sono golose.

Riproduzione

La frega in natura si svolge da aprile a luglio, quando la temperatura dell’acqua sale sopra i 18°C.

Il maschio territoriale corteggia la femmina e la spinge ad entrare nella propria tana, dove avviene la deposizione e la fecondazione delle uova.
L’accoppiamento si svolge varie volte ed ogni femmina può emettere dalle 200 alle 300 uova per volta.
Ciascun uovo è provvisto di filamenti adesivi con i quali si ancora sotto le pietre della tana.

Il maschio sorveglia la covata per tutta la durata dell’incubazione, che dura circa una settimana.

Maschio di Salaria fluviatilis che sorveglia la covata

Uno stesso maschio può corteggiare più femmine, e nelle covate si osservano spesso uova a differenti stadi di sviluppo.

Gli avannotti, che alla nascita misurano 3-4 mm, sono pelagici.
In natura, infatti, vengono trasportati a valle dalla corrente per fermarsi in pozze tranquille, dove passano poi ad una vita bentonica.
In acquario, per quanto questa specie si sia già riprodotta, non vi sono notizie certe sulle modalità di sviluppo e crescita degli avannotti.

Una raccomandazione

Prima di concludere queste note sulla Salaria fluviatilis, voglio lasciarvi una raccomandazione: siamo moralmente sempre tenuti ad allevare al meglio i nostri animali, ma in questo particolare caso si aggiunge il problema di specie a rischio estinzione.
Quindi, non cercate di andarla a pescare, ma prendetela solo se proveniente da un altro allevatore.

Esemplari di Salaria fluviatilis in acquario

Ringrazio l’utente cqrflf, che mi ha ceduto alcuni esemplari di questa simpaticissima bavosetta, e che ha fornito i video presenti in questo articolo.

Per domande di approfondimento, o anche solo per raccontarci le vostre esperienze, vi aspettiamo sul forum Acquariofilia Facile, l’iscrizione è veloce e gratuita!

[L’autore delle foto nell’articolo è HCanon, mentre i video sono stati girati da cqrflf]

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